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    July 12

    fan fiction 2 la vendetta

    Image Hosted by ImageShack.usEcco qua un pò di fanfiction k ho trovato nel web...leggetele xk sn tt bellissime!!!Image Hosted by ImageShack.us

                                                                                                   

    (II parte)
     
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    Era passato ormai molto tempo da quando Sasuke Uchiha se ne era andato dal Villaggio della Foglia, da quando li aveva traditi tutti.

    Sakura stava per compiere18 anni , era un ninja medico dalle meravigliose capacità, non solo aveva tecniche mediche, ma aveva sviluppato, grazie al 5° Hokage, Tsunade, una forza mostruosa. La ragazza era a casa, stava guardando un vecchio album di foto, c'erano anche quelle del suo tredicesimo compleanno, festeggiato con i suoi due compagni, e con nostalgia, la mente ritornò a quei bei vecchi tempi, quando lei, Naruto e Sasuke erano ancora una squadra, erano passati esattamente cinque anni da quella foto, infatti Sakura avrebbe compiuto 18 anni il giorno dopo, e ogni anno che passava era come se lui si allontanasse ancora di più di quanto non lo fosse già.

    Quanto le mancavano le litigate fra Naruto e Sasuke, le loro continue sfide, ma sopratutto quanto gli mancava lui. Ormai erano anni che non si sapeva più niente di lui, voleva almeno sapere se stava bene! Si maledisse mentalmente, ogni volta che guardava quell'album di foto, dove Naruto faceva il buffone, le veniva sempre un nodo alla gola, perchè lo vedeva lì, con quella sua espressione da duro come per dire "Vorrei essere da tutt'altra parte tranne che qui!" Bhè Sasuke...ci sei riuscito!".

    Fu l'unica cosa che riuscì a pensare, l'unica cosa che pensava ogni volta, non riusciva ancora a darsi pace!

    Lo voleva lì con lei, voleva che tornasse tutto come un tempo, ma era consapevole che era un sogno irrealizzabile, ormai Sasuke non sarebbe più tornato...

    Con un sospiro chiuse l'album, e lo rimise sopra lo scaffale più alto del mobile, poi si stese sul divano e iniziò a leggere un libro, cercando di togliere dai suoi pensieri Sasuke Uchiha.

    Passarono pochi minuti di totale silenzio, ma si sa il silenzio non dura in eterno, se poi in quella casa c'è uno che si chiama Naruto Uzumaky allora non si può mai star tranquilli .

    -SAKURAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!- La ragazza balzò a sedere, ogni volta la stessa storia, Naruto proprio non se ne intendeva di appuntamenti Arrivo! La ragazza salì le scale di legno e aprì la porta della camera del ragazzo... -Si?-  -Che cosa c'è?-

    -Oggi è la notte della caduta delle stelle e Hinata vuole portarmi fino al lago ad osservarle, lei mi ha detto che non c'è mai stata ma che le hanno raccontato che è uno spettacolo magnifico e che c'è una leggenda, se una coppia vede almeno una attraversare la volta celeste e poi spegnersi sparendo nell'oscurità, vuol dire che il loro amore è sincero e che durerà per sempre!-

    -E allora?-   -Qual'è il problema?-  -Ecco...come mi devo comportare? E come mi devo vestire?-

    Sakura sospirò, e si avviò verso l'armadio di Naruto, ormai quei due vivevano insieme da molto tempo, si volevano bene come fratelli, il tradimento di Sasuke li aveva uniti molto.

    Rovistando nel guardaroba tirò fuori una maglietta a maniche corte, bianca, e un paio di pantaloni neri

    -Allora...mettiti questi! E basta che ti comporti con naturalezza, Hinata ti ama per quello che sei, saprai cosa fare sul momento, non è il caso che ti preoccupi troppo!-

    -Grazie Sakura e...-   -Si lo so, non sapresti come fare se non ci fossi io!-

    Naruto chiuse gli occhi e scosse la testa  -No, volevo dirti...vedrai che presto tornerà!-

    Sakura si pietrificò, era davvero così evidente che Sasuke le mancava tantissimo? S: -Che...-

    -Sakura non sono scemo, ok forse una volta lo ero, ma sono cambiato! Ho visto che sfogli sempre quell'album di fotografie, sai avevo intenzione di buttarlo, ma ho notato quanto era importante per te e poi volevo che lo facessi tu una volta sentitoti pronta a dimenticarlo! So che ti manca, manca anche a me certo, ma quella che sta più male tra noi due sei tu! Un giorno tornerà, e con lui torneranno i vecchi tempi dove io e lui facevamo di tutto una sfida e tu cercavi di calmarci!    

    Sakura sorrise tristemente Grazie Naruto, sei davvero un ottimo amico, ora scusa...ehm...devo andare a preparare la cena, tu e Hinata mangiate fuori vero?- Naruto annuì   -Bene allora io vado!-    E uscì dalla stanza, richiudendosi la porta alle spalle. Naruto era prorpio maturato, delle volte era sempre il solito Naruto infantile, ma lo faceva solo per far divertire o lei o Hinata, era diventato proprio un caro ragazzo Si sentì suonare alla porta. -Questa deve essere Hinata-   Sakura andò ad aprire...   -Ciao Hinata, entra!. Naruto sta per scendere!-

    -Grazie Sakura! Prima che Naruto scenda...devo dirti una cosa!-

    - Hinata era una dolce ragazza anche lei diciottenne, la sua timidezza, oltre alla sua bellezza, è stata la cosa che ha colpito di più Naruto e che lo ha fatto innamorare di lei.

    Dimmi cosa c'è?-  Oggi però Hinata era strana, non aveva la solita espressione, oggi era cupa ...

    -Sakura...per caso hai ricevuto la visita di un uomo incapucciato?-   -No, perchè?-

    -Oggi sono andata in ospedale dove lavori, a portare delle erbe medicinali che mi hanno chiesto, mentre uscivo per tornare a casa, mi ha fermato un uomo con una veste nera, la faccia era coperta dal cappuccio e non sono riuscita a vederlo in faccia! Mi chiedevo cosa volesse da me, ma non ero io quella che lui voleva, lui mi ha chiesto di te! Io gli ho risposto che probabilmente eri a casa, non gli ho detto dove abiti, tranquilla, però credo che in un qualche modo lui lo sapeva...-     -Non ti preoccupare, so difendermi molto bene...-

    Hinata fece un sorrisetto ma non abbandonò l'espressione cupa che ormai aveva preso tutto il suo volto  -Lo so, ma vedi, appena gli ho detto che eri a casa, ho intravisto sotto il cappuccio un occhio rosso...-     -Un occhio rosso? Come? Vuoi dire che aveva lo...-     -Sharingan! E' per questo che ti ho detto di stare attenta!-

    Sakura si avvicinò alla finestra, ormai il sole stava per tramontare, e se Naruto non si muoveva sarebbe arrivato in ritardo per vedere le stelle  -Tranquilla Hinata, so fronteggiare anche lo Sharingan!- Si sentirono dei passi scendere le scale, stava arrivando Naruto   -Di che cosa stavate parlando?-

    -Naruto! Finalmente! Hai fatto aspettare Hinata!-   Naruto prese Hinata in braccio e dolcemente la baciò a stampo   -Scusa amore, ora possiamo andare!-

    -Ti porto a mangiare il Ramen, hanno aperto un nuovo ristornate, lo fanno buonissimo lì!-      -Ok, non chiedevo di meglio!-

    La ragazza sorrise e Sakura non potè fare a meno di provare un po' di invidia per i due, ma mise da parte quel piccolo mostro verde e augurò buona serata ai ragazzi quando uscirono di casa. Ora era rimasta da sola, lei e la sua cena! Si mise a tavola e iniziò a mangiare. Ormai si era fatto buio, e il cielo era pieno di stelle non ancora cadute, ma chissà se Hinata e Naruto si stavano comunque divertendo... Mangiare da soli non era bello, sopratutto per lei, ma ormai si era abituata e non ci badava neanche più, di sicuro sarebbe stata una delle solite sere noiose, mangiare e andare a letto... Finita la cena portò i piatti in cucina, li avrebbe lavati l'indomani, ora era troppo stanca. Stava per salire le scale e andare nella sua stanza, quando un sassolino lanciato contro la finestra la costrinse a rimanere insospettendola, si avvicinò a quest'ultima proprio mentre un altro sassolino veniva lanciato, guardò fuori, illuminato dalla luce della luna c'era una figura incapucciata, era l'uomo di cui parlava Hinata... Senza neanche pensarci, uscì di casa per affrontarlo

    -Chi sei tu? E che cosa vuoi da me?-

    -Sai...speravo uscissi! Inizi a essere abbastanza impulsiva!-

    Quella voce...le era familiare, ma non ricordava dove l'avesse già sentita

    -Chi sei? Dimmi che vuoi da me e sparisci!-

    -La figura si avvicinò a Sakura, passo dopo passo era sempre più vicina, la ragazza doveva fare qualcosa, ma era come paralizzata, e intanto l'uomo era a pochi passi da lei

    Sakura, perdonami!-  La ragazza sgranò gli occhi, che cosa voleva dire?  Forse lui...No non poteva essere lui, eppure... -Co...-    Ma prima che potesse dire o fare qualcosa, l'uomo l'abbracciò, e lei si accorse subito che il calore di quel corpo lo aveva sentito soltanto una volta, circa cinque anni fa, alla seconda prova dell'esame di selezione dei Chunin, e il cuore iniziò a martellarle nel petto come fosse impazzito, quest'ultimo sapeva chi era quell'uomo, e ora ne era consapevole anche lei.

    -No, non è possibile! Sa...Sa...-      -Si Sakura, sono io! Sasuke!-

    Il cuore di Sakura esplose in una varietà di sentimenti contrastanti, amava Sasuke ma in quel momento voleva prenderlo a pugni, voleva dargli un bacio ma voleva anche gridargli addosso tutta la sofferenza che lei aveva provato nei sei anni in cui lui era stato via, ma in quel momento l'unica cosa che seppe fare era niente...

    -Sakura, mi dispiace, non volevo farti soffrire così! Dio solo sa quanto sei stata male, e io sono il colpevole, so di essermi comportato malissimo e di aver tradito tutti, tu per prima!

    Sei anni fa tu mi dissi che mi amavi, io di risposta ti ho dato un grazie e un colpo per farti svenire impedendoti di seguirmi! Quando ci siamo rivisti mi sono comportato anche peggio!Non sono sicuro tu mi perdonerai, ma io ti posso assicurare che sono cambiato!-  Sakura iniziò a piangere, le lacrime scendevano copiose dai suoi occhi verdi...

    Quanto le era mancato, quanto era stata in pena per lui, avrebbe dato qualsiasi cosa per poterlo riavere tra le sue braccia! Ma ora che era lì non sapeva come comportarsi, le veniva solo da piangere  

    -E secondo te...io per cosa sfogliavo l'album delle foto di cinque anni fa? Io...io...io ti amo ancora Sasuke!!! Non ho mai smesso di amarti! Non è semplice perdonarti dopo quello che hai fatto a me, a Naruto e a tutto il villaggio della foglia! Ma io sento di doverlo fare! Nel mio cuore ti ho già perdonato, da quel giorno fino a ora! Io ti avevo già perdonato scemo!- Sasuke la strinse ancora di più  -Non credo di meritarmi queste parole! Ti ho fatto soffrire troppo, non credo di essere ancora nel tuo cuore come una volta!-  Sakura lo abbracciò a sua volta, se possibile stringendolo ancora di più, non voleva più che Sasuke la lasciasse!  -Scemo! Non sai che l'amore dura per sempre? Il mio amore per te durerà per sempre, fino alla fine! E' vero, ci hai traditi, ma io te l'ho già detto! Hai il mio perdono, lo hai sempre avuto, e credo che questo riguardi anche Naruto!-  -Non credo...- Sakura sciolse l'abbraccio e lentamente con mano tremante, abbassò il cappuccio che il ragazzo aveva ancora sulla faccia! Se possibile era diventato ancora più bello e attraente di come era sei anni fa. I capelli davanti si erano allungati fino alle spalle, i lineamenti erano più maturi, e ciò che diede ancora più fascino al suo viso, fu la cicatrice che gli prendeva l'intero volto dalla parte destra, infatti di buono aveva solo l'occhio dove compariva lo Sharingan! -Che ti è successo??-  Disse Sakura passando la mano sulla cicatrice di Sasuke, il quale abbassò lo sguardo, facendosi cupo -Hitachi...- -Quindi ce l'hai fatta, lo hai sconfitto!!!-  -Si ma, come è morto non mi va bene, doveva soffrire di più!-  -Sasuke...- La ragazza prese a toccare le ciocche dei capelli di Sasuke

    -Sakura...- Il ragazzo invece accarezzò il viso di Sakura dolcemente, le lacrime continuavano a scendere dagli occhi smeraldi della ragazza

    -Tu non sai...quanto ho atteso...questo momento!!!Sasuke...io, se possibile, ti amo ancora di più di come ti amavo cinque anni fa!- Sakura portò le sue braccia attorno al collo di Sasuke, quest'ultimo le asciugò le lacrime dolcemente  -Sai piccola Sakura dalla fronte spaziosa, c'è una novità...Ti amo anch'io!-

    Passarono alcuni istanti di un magnifico silenzio, dove non smisero neanche per un momento di guardarsi negli occhi, e poi fu un attimo, successe quello che Sakura ormai sognava da circa cinque anni, da quando aveva visto per la prima volta Sasuke, un dolce bacio, il primo vero bacio tra i due, un momento che sarebbe rimasto impresso nei loro cuori e nelle loro menti, e nel tempo per l'eternità... -Evvai!- Un urlo di gioia provenne da dietro un albero, seguito da una botta e da un sonoro "Ahi", questo costrinse Sakura e Sasuke a sciogliere il bacio e a voltarsi -Cretino! Ti avevo detto di startene zitto e di osservare!-  -Scusa pasticcina mia- Sasuke sorrise, lui aveva capito perfettamente di chi si trattava, e anche Sakura ci arrivò poco dopo. Non è possibile...è incredibile sei la solita...- testa quadra! Avanti, venite fuori!- Naruto e Hinata uscirono dal loro nascondiglio

    Ma che ci fate qui? Non dovevate essere al lago?- Hinata sorrise -Avevamo intenzione di andarci insieme a voi due, così abbiamo aspettato!- Sakura era incredula, allora Naruto e Hinata sapevano del ritorno di Sasuke...

    -In realtà, è da un po' che sono tornato, ma mi sono tenuto nascosto per non farmi vedere da te, prima dovevo farmi perdonare da tutto il villaggio, tutti sanno che sono tornato, ma nessuno te lo ha detto, perchè volevo che tu lo sapessi direttamente da me, volevo farti una sorpresa, così ho pianificato questa serata con Naruto e Hinata!

    E dato che fra qualche ora è il tuo compleanno, volevo farti il regalo di portarti al lago a vedere le stelle con me, so che a voi ragazze questo genere di cose piace...

    - Sakura non riusciva a crederci, era meglio di un sogno diventato realtà, quella era la realtà, la felicità che provava in quel momento non si può descrivere a parole, non si può proprio descrivere, era talmente felice che ricominciò a piangere di gioia

    -Naruto hai visto?! L'hai fatta piangere!!!!!-

    -Ma che c'entro io? La colpa è di Sasuke!- Sasuke tirò un pugno in testa a Naruto e borbottò qualcosa del tipo: -Testa quadra!- Hinata si mise a ridere, seguita poi da Sakura che disse felice: -Proprio come hai vecchi tempi!- -Visto? Te lo avevo detto che sarebbe tornato tutto come una volta!- Disse Naruto sorridendo a Sakura, anche lui era felice -Ma ora credo che sia meglio andare, o ci perderemo lo spettacolo più bello!- Naruto prese per mano Hinata e i due fecero strada a Sasuke e a Sakura Sai che c'è una leggenda?-

    Sa: -Davvero? e quale?- Se questa notte una coppia vede almeno una stella cadente, vuol dire che il loro amore è sincero, e durerà per sempre!-

    -Sakura, noi non abbiamo bisogno di una stella cadente per capire se il nostro amore è sincero! Lo sappiamo già!-Sakura sorrise, e annuì -Hai ragione, però lo spettacolo non me lo voglio perdere lo stesso!- Così prese per mano Sasuke e insieme ad Hinata e a Naruto andarono a osservare le stelle.

    Quella sera ne caddero più del solito, forse volevano far sapere alle due coppie di stare tranquilli, il loro è un amore importante e puro come un bambino appena nato che non si è ancora macchiato di peccato...

     

     

     

     

    World that never was, ora non molto definita ma che si potrebbe anche genericamente chiamare "ora di cena". I 13 erano seduti al lungo tavolo a rimestare in una scodella una zuppa molto acquosa e insipida. Il dubbio che li assillava in quel momento era questo: andare a letto senza cena o alzarsi per fare "PLIN-PLIN" una volta ogni 2 ore? Alcuni tra i più coraggiosi si arrischiarono a buttarne giù qualche cucchiaio. L’unico che sembrava non avere problemi era Demix, che per altro era il cuoco di turno quella sera.

    Il fatto che cucinassero loro spiega perché fossero tutti così maledettamente magri XD. In quanto il rito della cena era diventato, più che un pasto, un triste avvenimento di routine.

    Per esempio, qualsiasi cosa cucinata da Xigbar conteneva una tale dose di piombo (e proiettili vari) che si poteva altrimenti riscontrare solo in un elefante gigante dopo una giornata di caccia. Nessuno aveva ancora capito perché Xigbar ci tenesse così tanto a giustiziare personalmente ogni suo ingrediente. Ortaggi compresi.

    Per non parlare dell’alto livello cancerogeno dei piatti preparati da Axel, che erano quasi sempre talmente carbonizzati che raramente si riusciva a capire cosa fossero stati prima di passare per le sue mani.

    L’unica volta che si riusciva a mangiare qualcosa senza rischiare un avvelenamento era quando cucinava Marluxia. A patto di non morire soffocati da qualche decorazione.

    Anche quando cucinava Xaldin non era poi tanto male… salvo i mortali vortici di lattuga e il fatto che bisognasse ritinteggiare la cucina tutte le volte.

    Nessuno osava mai toccare i piatti di Vexen, nonostante l’aspetto appetitoso; e probabilmente era per il fatto che emanavano uno strano bagliore verdognolo fosforescente.

    Xemnas (Mansex per i nemici XD) non cucinava. Lui era troppo bello e troppo bravo per sporcarsi le mani con lavoretti così umili. Anche se gli altri dicevano che in realtà aveva la fobia degli attrezzi da cucina.

    Il suo già enorme ego si era gonfiato ulteriormente in seguito a una lettura che aveva intrapreso negli ultimi giorni. Era un libro molto antico e lui si era immedesimato appieno in uno dei personaggi principali.

    Lanciò uno sguardo circospetto ai suoi compagni e gli venne un’illuminazione. Era destino che fosse così. Si alzò e si schiarì la voce:

    - A-hem!

    Gli sguardi di tutti si posarono su di lui.

    Quando si fu accertato di avere la completa attenzione, proferì in modo solenne:

    - Uno di voi mi tradirà!

    Le reazioni furono le più disparate.

    Xaldin digerì rumorosamente

    Saix cadde con la faccia nel piatto, nel vano tentativo di affogarsi.

    Marluxia da grand’uomo qual’era gridò con voce stridula:

    - NOOOOOOOOOOOOO!!!!!!

    Axel, preso alla sprovvista, ingoiò il cucchiaio.

    - Urgh!

    Dodici sguardi accusatori si voltarono a guardarlo con sospetto. Lui sorridendo come un ebete tentò di giustificarsi:

    - Avevo fame :D. Hem… scusate ma si è fatto davvero tardi… buonanooootteee….

    Così dicendo sparì in un buco nero. Saix, rinunciando al tentativo di suicidio si rivolse al suo capo:

    - Dovresti smetterla di leggere certi libri… lo sai che sei impressionabile

    Xemnas un po’ abbattuto gli disse:

    - Dici che avrei dovuto prima spezzare il pane e rendere grazie?

    - Credo che tornerò con la faccia dentro il piatto.

    E così fece.

     

     

    La veste nera era stracciata in più punti e il sangue le correva lungo il braccio.

    Ichigo respirava affannosamente, ancora provato dallo scontro con l’Hollow, ma la stava guardando con le scintille negli occhi, improvvisamente scuri.

    “Rukia! Che diavolo ti è saltato in mente di combattere senza di me?! Avresti potuto morire!” le urlò avvicinandosi a lei, furente.

    D’istinto, Rukia indietreggiò di un passo, toccando il muro alle sue spalle.

    “E che avrei dovuto fare?” si difese, cercando di non piangere, ancora scossa. “Tu non c’eri! E quell’Hollow avrebbe potuto uccidere qualche innocente!”

    La mano di Ichigo immobilizzò la sua spalla non-ferita contro il muro, e Rukia gemette spaventata dal suo sguardo: non l’aveva mai visto così arrabbiato. Mai.

    “Sei scema?! E se ti avesse ucciso?! Diavolo Rukia, non potrò sempre essere al tuo fianco e proteggerti!”

    In qualche modo, quella frase la risvegliò e le fece ribollire il sangue. “Non ho bisogno della tua protezione! Sono una shinigami, so come difender―!” le labbra di Ichigo si posarono sulle sue con rabbia, zittendola, e Ichigo la costrinse a baciarlo, con violenza.

    Quando si staccarono, respirando pesantemente, Ichigo appoggiò la fronte sulla sua, e Rukia sentì i muscoli di lui rilassarsi pian piano, e si ritrovò a pensare se anche Ichigo sentisse una strana debolezza che le faceva tremare le gambe.

     

     

     

    Erano fermi sul ponte dell'isola dei bambini dove erano ormeggiate le barchette che venivano utilizzate per giungere sulla piccola isola.

    Quanti ricordi erano legati in quel luogo, ricordi per lo più piacevoli che riscaldavano il cuore e lo spirito, facendo increspare dolcemente le labbra.

    ' Che nostalgia.', pensò Sora guardando il tramonto con Kairi.

    Lui era seduto sulle tavole di legno, mentre Kairi era in piedi al suo fianco.

    Era come la sera prima che tutto degenerasse in quell'avventura infinita che li aveva tenuti lontani per oltre un anno.

    " Speriamo che non succeda come l'ultima volta.", mormorò Kairi d'un tratto. Sora alzò il viso su di lei e sorrise ancor di più.

    Stavano pensando esattamente la stessa cosa.

    " Lo stavo per dire io, sai. È tutto come l'ultima volta... il tramonto, io seduto e tu in piedi..."

    " Beh, quello è uguale...", ridacchiò Kairi. " Ma noi siamo cambiati, Sora."

    Sora tornò a guardare il tramonto, un po' più serio.

    " Già, siamo cresciuti ed abbiamo vissuto molte avventure. Ma la nostra amicizia è rimasta la stessa ed inoltre siamo di nuovo sulla nostra isola, insieme, questa è l'unica cosa importante."

    Kairi non rispose, non era veramente convinta delle parole di Sora. Lei non si accontentava solo della loro amicizia, magari con Riku sì, ma con Sora... no. Non le bastava, non dopo tutto quello che aveva fatto per ritrovarlo.

    " Ahah!", rise Sora distogliendola dai suoi pensieri. " Ecco una cosa diversa dall'ultima volta! Riku è alle prese con Miki e non è ancora riuscito a scrollarsela da dosso!"

    La rossa guardò prima Sora poi seguì il suo sguardo, che andava verso l'albero di Paopu, dove Riku era in compagnia di una loro vecchia amica, Miki, che era seduta accanto a lui e parlava come una furia.

    " Miki non è mai cambiata. In quest'anno non ha fatto altro che aspettare Riku...", disse Kairi mentre osservava il loro amico dai capelli argentei aiutare la ragazza mora scendere dal ramo in qui erano seduti, divenne seria. " È molto innamorata di lui... lo è sempre stata ma Riku non se ne è mai accorto."

    ‘ E non è l’unico…’, aggiunse mentalmente.

    Lei e Miki non erano poi così diverse. Entrambe avevano aspettato il loro amato ed entrambe erano molto innamorate.

    C'erano solo due differenze che si sarebbero potute annullare molto semplicemente, la prima era il fatto che Kairi era saltata nel varco oscuro per raggiungere Sora in qualche modo, ma era chiaro che anche Miki l'avrebbe fatto per Riku, la seconda era l'impazienza che aveva sempre caratterizzato la mora, lei dopo tutto quello che era successo non avrebbe mai aspettato che fosse Riku a fare la prima mossa (tra l'altro conoscendo il carattere del ragazzo era un'opzione poco consigliabile) e l'avrebbe fatto anche Kairi, visto che sapeva che aspettare Sora era come aspettare la pioggia durante la siccità. Prima o poi sarebbe arrivata, ma chissà quando.

    " Riku ha bisogno di una come lei che gli faccia scordare ciò che ha vissuto.", constatò Sora diventando serio.

    " E tu? Di che hai bisogno?", domandò Kairi abbassando velocemente lo sguardo su di lui.

    " Io?!", rimase in silenzio, poi sorrise scrutando l'orizzonte. " Io ho bisogno solo di te e Riku."

    Kairi sospirò ma entrambi vennero distratti da una forte risata. Era Miki che rideva, sembrava felicissima, e da quello che poteva sembrare anche Riku lo era. Infatti bloccò la gioia della ragazza (che saltava quasi in cerchio) abbracciandola e, sorprendendo particolarmente Sora, baciandola.

    " Oh, cavolo...", commentò Sora.

    Kairi invece sorrise contenta per i suoi due amici ma si oscurò pensando a lei e Sora. Doveva darsi una mossa.

    " Sora...", borbottò piegando le ginocchia ed abbracciandole con le braccia.

    " Ma hai visto quei due?! E chi se lo aspettava!", rise il castano continuando a guardare i due amici.

    " Sora!!", esclamò, un po' irritata prendendolo per la spalla per attirare la sua attenzione. " Smettila di fare il guardone!"

    Sora la guardò, stupito da quella reazione.

    " Ma che ti prende Kairi?"

    Lei si imbronciò, era impossibile che capisse da solo. Era uno stupido... ma era anche per quello che lo amava.

    " È possibile che tu proprio non capisca?", domandò sottovoce, lo guardò negli occhi e poggiando le ginocchia per terra prese la sua decisione.

    Lenta alzò le braccia passandole attorno al collo del castano, immobile. Poi si avvicinò al suo viso, senza però posare le sue labbra su quelle del ragazzo.

    " Sora... io ti amo...", mormorò e solo in quel momento lo baciò a fior di labbra.

    Si staccò però subito dopo per vedere le reazioni del ragazzo, lei aveva fatto tutto quello che era nelle sue capacità. Era il turno di Sora ora.

    Il ragazzo aveva assunto un'espressione stupita e si sfiorò le labbra con le dita sfoderando poi un sorriso luminosissimo.

    " Wow...", mormorò solamente, al che Kairi sgranò gli occhi allontanandosi velocemente.

    " Wow?! Solo 'wow'?!", gridò scattattando in piedi, ferita dalla stupidità dell'amato. " Sora sei uno stupido."

    Girò su se stessa allontanandosi dal ponte ma venne bloccata per un braccio da Sora e venendo subito stretta da un forte abbraccio.

    " Scusami... mi hai solo preso di sorpresa...", Sora la guardò negli occhi sorridendo. " Ti amo anch'io Kairi."

    E la baciò mentre calde lacrime di felicità lasciavano le pozze cerulee della rossa.

    " Ma guarda tu quei due!", commentò Riku guardando i suoi amici baciarsi sul ponte.

    " Sei un guardone.", Miki gli mise le mani sulle guance facendolo voltare verso di lei assumendo un piccolo broncio offeso per la mancanza di attenzioni.

    Riku sorrise a quel broncio e le carezzò i capelli.

    " Non sarai gelosa? Sai che ora ho solo occhi per te... ti amo..."

    " Anch'io, Riku..."

     

     

     

     

     

     

     

                                                                                            

     

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    O_o wrote:
    ngulo ke poema O_o_O_o_O
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